Scendo dall’autobus spinta da un signore anziano e calvo, che mi respira sul collo. Apro l’ombrello, cercando di evitare la folla di stranieri che si accalca trepidante alla fermata. Ho caldo chiusa nel piumino d’oca: pioviggina, l’aria umida si attacca ai vestiti e ai capelli. Il pacco regalo per Federico mi ingombra e rallenta i movimenti. Attraverso la strada, nel mare di facce e cappotti e foulard e ombrelli, incerta sui tacchi alti. Schivo le pozzanghere, ma piccoli spruzzi di acqua e fango mi finiscono ugualmente sui pantaloni nuovi.
E’ un giorno speciale, è il nostro anniversario, anche se ormai sono già quattro anni che sto con Federico. Incredibile come passa il tempo, una sera abbracci per caso un estraneo e te lo ritrovi compagno fedele per un buon ...