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Emmaus 2007: ha pubblicato "Sette Strane Storie","Semplici, Elevati e Krugher" e "8 racconti".
Diego: ha pubblicato una raccolta di racconti, che potete trovare qui.
Maria Cristina: ha pubblicato una raccolta di racconti che potete acquistare qui.
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MinimizeCercando l'ispirazione (4)
 
   
Location: BlogsAndreaHorror    
Posted by: Andrea 01/06/2007 8.54

Nel pomeriggio gli venne l'idea di andare a far visita a Maria. Durante il periodo che aveva trascorso in quel villaggio Maria era stata l'unica con cui avesse instaurato un rapporto che potesse dirsi di amicizia. Solo lei aveva espresso il desiderio di leggere il suo libro, e gli chiese persino di raccontarle la trama del suo primo romanzo. Cosi', quando la signora Redman gli disse che non stava bene, comicio' a chiedere ai vicini se sapessero dove abitasse Maria. Con sua grande sorpresa, nessu­no sapeva neanche che esistesse una Maria in paese. Penso' che evidentemente Maria non doveva essere il suo nome completo, forse solo il secondo nome.

Quella giornata trascorse senza altri problemi... almeno fino a sera. Stava ancora pensando ai molti sottintesi del discorso della signora Redman ("Visto che la sua macchina non le servira' piu'"), quando senti' provenire dal piano di sotto il rumore della porta di casa che si chiudeva. Si chiese perche' mai la signora Redman uscisse a quell'ora di sera, ed avendo pensato che fosse andata a far visita a qualcuno del vicinato, decise di scendere ed ispezionare meglio la casa, cercando magari qualcosa che avrebbe potuto essergli utile. Appena cominciato a scendere le scale si dovette fermare: la signora Redman non era uscita, ma aveva fatto entrare qualcuno. Non niconosceva la voce, ma era sicuro di averla gia' sentita.

 "Oggi il nostro ospite e' andato a far domande su una certa Maria che lavorava per te. Cos'e' questa storia?"

La signora Redman rispose, la voce che sembrava spaventata: "Accidenti a lui! Quell'impiccione! Posso spiegarvi tutto, state tranquilli. Lei era la figlia dell'ultimo forestiero. Quando arrivo' era incinta, ricordl?"

"Ma quando venne il momento, lei era col figlio. Quindi questa Maria non puo' essere chi dici tu"

"Lei partori' due gemelli, un maschio ed una femmina. La piccina era tanto carina che pensai di crescerla io e tenerla per aiutarmi."

"E non hai detto niente a nessuno! E' questo il problema. Sai, alcuni di noi pensano che tu te la sia voluta tenere tutta per te."

"Non e' vero! E' solo che avevo paura di essere punita. Cosi' la portai di sotto e crebbe sola con me. Quando arrivo' questo forestiero le diedi il permesso di uscire e facemmo finta che lei fosse una cameriera."

"Ed ora dov'e? Non avrai..."

"Ho dovuto!" La signora Redman sembrava sull'orlo delle lacrime: chiunque fosse quell'uomo era sicuramente in grado di punirla molto severamente...

"Si stava avvicinando a quel forestiero, e temevo che dicesse piu' del dovuto."

"Ma se e' vissuta con te da sola cosa poteva sapere di cosi' importante?" C'era una sorta di tremore nella voce dell'uomo, come se avesse paura della risposta. "Non puoi averle detto, vero?"

"Non me ne sono resa conto. Ma qualcosa dovevo pur dirle! Ho iniziato ad inventare storie, poi e' cresciuta e mi ha chiesto dove andassi quando uscivo, e piano piano le dissi tutto. Pensavo che quando sarebbe stata pronta ve l'avrei detto e non ci sarebbe stato piu' pericolo. Poi e' arrivato quello scrittore, ed ho dovuto accelerare un po' i tempi"

"Sei sicura che non gli abbia detto niente?"

"Si', per questo non ti devi preoccupare. Questa notte ho controllato. I suoi pensieri sono decisamente confusi, ma niente che faccia pensare che sappia."

"Sospetta qualcosa?"

"Forse, ma niente di veramente preoccupante: una parte di lui vorrebbe andarsene. Ma probabilmente restera': si trova bene qui."

E rise sommessamente. L'uomo si uni' alla risata:

"Si'," disse "chiunque si troverebbe bene qui". Un attimo di pausa, poi continuo':

"Ascoltami bene ora. Per quella donna non importa, ma stai attenta con questo qui. Ne abbiamo bisogno, visto che ti sei tenuta per te Maria. Questo non possiamo in nessun caso perderlo. Se dovesse sembrarti che cominci ad avere dei sospetti, non fare niente senza prima averci chiamato. Speriamo comunque che tutto vada bene fino a che non sara' pronto. Buona notte."

La signora Redman saluto' a sua volta e chiuse la porta. John sali' in camera sua senza far rumore e si distese sul letto, pensando, pronto a far finta di dormire nel caso lei fosse entrata.

Doveva fuggire: quella notte stessa sarebbe stato meglio. Non poteva restare li' dentro perche', se aveva capito bene, lei poteva leggere senza sforzo cio' che pensava. Tuttavia non aveva piu' la macchina, e non era un problema da poco, visto che avrebbe dovuto scappare dal paese e cercare aiuto a piedi,

probabilmente sotto la neve. Avrebbe potuto non uscirne vivo, ma in fondo non aveva poi tanta scelta. Aspetto' un paio d'ore, poi, prudentemente, con indosso tutti i vestiti che aveva potuto mettersi e in una tasca il dischetto con I'inizio del suo nuovo romanzo e tutti i suoi soldi, scese le scale diretto in cucina. Li' prese con se' piu' provviste possibili e, cosi' vestito, usci'. Come aveva previsto, nevicava. Non si diresse sulla strada principale: troppo pericoloso. Prosegui' invece lungo strade secondarie fino alle ultime case del paese. Si volto' indietro ed osservo' il villaggio, che sembrava dormire tranquillamente. La neve che cadeva abbondante aveva cancel­lato subito le sue impronte. Improvvisamente un dubbio lo colse, e con esso il timore che lo avrebbero inseguito e catturato. Dopo un attimo di esitazione si giro' e torno' verso il paese.

L'attraverso' tutto, fino alla piccola chiesa. Era la prima volta che la osservava da cosi' vicino, e noto' che neanche una croce appariva all'esterno dell'edificio. Non si soffermo' oltre e si avvio' verso le due montagne che ora gli si ergevano davanti. Del due giorni che seguirono conservo' un solo ricordo preciso nella forma di una cicatrice alla mano destra. Se l'era procurata con una roccla particolarmente affilata. Col tempo si convinse che la sua decisione di uscire dal paese passando dalle montagne, piuttosto che dalla strada da dove era venuto, gli aveva salvato la vita: probabilmente lo avevano inseguito, ma dalla parte sbagliata. Quanto agli abitanti del paese che avevano tanto bisogno di lui, non ne seppe piu' niente. In seguito, quando gli capito' di ripassare da quelle parti, il paese non c'era piu', e le due montagne svettavano sole in mezzo ad una fitta foresta.

La prima cosa che fece non appena rimessosi e tornato in citta', fu andare a trovare il suo agente. Voleva dirgli che poteva ritirare la denuncia della sua scomparsa, ma non aveva alcuna intenzione di raccontargli del paese e della signora Redman e di tutto il resto. Ora era sicuro che la sua amica non aveva sbagliato a cercare in biblioteca: Tynemouth non esisteva se non nella sua mente, da cui qualcosa aveva attinto per costruire una trappola perfetta.

Stu lo accolse con gioia, e non fece alcun riferimento alla sua assenza.

"Oh, sei tomato! Come va il nuovo libro? Non mi dirai che non hai ancora terminato!"

"Veramente ancora no, ma sono a buon punto. Senti, Stu, vado, a casa a lavorarci; ti spiacerebbe occuparti tu di ritirare la denuncia?"

"Quale denuncia?"

"Quella della mia scomparsa."

"Ma tu non sei mica scomparso! Mi avevi detto che sare­sti stato via un mese e invece sei tornato dopo meno di una settimana. Perche' avrei dovuto informare la polizia?"

"Una settimana?"

"Si, una. settimana, perche'?"

"Niente, Stu, grazie."

In segreto,dentro di se', una parte della sua mente, quella ottimista, comincio' a sperare che di tutto quello che ricordava, niente fosse vero, che fosse stato tutto un sogno. Cosi' si sarebbe spiegato il fatto che stando a quanto gli diceva Stu, lui non si sarebbe fermato a  Tynemouth nemmeno un giomo.

"Di niente, figurati."

Si strinsero la mano, poi Stu lo saluto'.

"Ciao John. Accidenti che brutto taglio! cosa ti e' succces­so?"

"Niente, un incidente in cucina."

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Comments (3)   Add Comment
Re: Cercando l'ispirazione (4)    By nihil on 01/06/2007 12.02
wow, veramente un racconto intrigante, dove tutto accade in un'altra dimensione e poi tutto torna reale. N.

Re: Cercando l'ispirazione (4)    By fabio on 01/06/2007 13.31
Come al solito ci tieni sulle spine con i racconti in più parti... fortunatamente questo è concluso!
Devi perdonarmi ma c'è un particolare con cui si riesce a datare lo scritto... vediamo se riesci a capire qual'è! ^__^... mi è piaciuto... grande Andrea.

Re: Cercando l'ispirazione (4)    By Andrea on 01/06/2007 14.08
Eheheh, scommetto che Fabio ha notato il "dischetto" :)


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