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Rossano: ha pubblicato un romanzo, che potete trovare qui. Stefy: anche lei ha pubblicato un romanzo. Lo potete acquistare online a questo link. Mimmi: e' autrice di un romanzo, acquistabile online a questo link.Joz: ha pubblicato un libro, che potete trovare a questo link Caterina: ha attiva una collaborazione con la rivista Mantovachiamagarda Emmaus 2007: ha pubblicato "Sette Strane Storie","Semplici, Elevati e Krugher" e "8 racconti".Diego: ha pubblicato una raccolta di racconti, che potete trovare qui. Maria Cristina: ha pubblicato una raccolta di racconti che potete acquistare qui.mattiekian: ha pubblicato un romanzo che potete acquistare qui.
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 | | La Scatola
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Location: Blogs I Racconti di Fabio. Narrativa |
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| Posted by: fabio |
08/08/2007 7.18 |
La Scatola
Sei sdraiata sul divano circondata da numerosi
cuscini colorati e stai leggendo un romanzo, mentre tua madre è di la in cucina
a preparare la cena gettando ogni tanto un’occhiata sulla TV che tiene accesa,
i suoi rumori però non disturbano la tua lettura. Ti senti stanca, è da molto che leggi, la camera
ormai è avvolta dalla penombra e mettere a fuoco le parole si è fatto più
impegnativo. Dovresti alzarti per andare ad accendere la luce ma non ne hai
assolutamente voglia, sai che se ti alzi non riprenderai a leggere. Richiudi il libro appoggiandolo sulle tue gambe e tenendo
il segno con il dito indice, con l’altra mano ti massaggi gli occhi socchiusi,
ti regali qualche secondo di relax a poi ti convinci ad alzarti. Abbandoni il
libro sul divano senza però scordarti di inserire il segnalibro, quello con il
cucciolo di cane stampato su un lato, è il tuo preferito. Avvicinandoti alla cucina le voci della televisione
divengono sempre più chiare, in onda ora c’è la pubblicità. Oltrepassi la
soglia della porta, la luce artificiale inonda l’intera cucina specchiandosi
sulla superficie bianca ed opaca del mobilio. Domandi a tua mamma se manca molto per la cena, lei
ti risponde che ci vorrà ancora una mezz’ora poi guardi l’orologio appeso sulla
parete e ti accorgi che in effetti è un pochino presto per mangiare, indica
appena le sette e mezzo. Così sconsolata e con un pizzico di fame abbandoni
il piano terra prendendo le scale che ti conducono al piano superiore, i quadri
lungo la parete scorrono via lungo le tua spalla sinistra come i paesaggi visti
dal vetro di un treno. Giungi al piano superiore. Apri la porta della tua stanza, il suo movimento è
accompagnato da un lieve cigolio. Attraverso il vetro della finestra che si
affaccia sul giardino nel retro di casa filtra una debole luce che illumina
parzialmente la stanza. Richiudi la porta dietro alle tue spalle. Preferisci non accendere la luce, ti avvicini alla
finestra e scosti con una mano la tenda, noti che nel cielo si stanno riunendo
grosse nuvole grigie ansiose di esplodere, un lampo illumina l’intera zona e
per un istante la tua pelle diviene azzurra. Le giornate passate al mare sotto al sole sono ormai
soltanto un ricordo, l’estate sembra essere scivolata via lungo la linea del
tempo con troppa rapidità, lasci ricadere la tenda e la fai scorrere verso un
lato, ogni cosa nella stanza ora viene dipinta con tonalità grigie. Ti giri ed appoggi le tue spalle al vetro, sei
malinconica, ripensi agli anni trascorsi, alle estati passate e a quanto ognuna
sia stata ricca di esperienze diverse. Mentre i ricordi affollano la tua mente
il tuo sguardo cade sulla scatola, quella che tieni sempre sulla mensola sopra
la scrivania e che non apri da molto tempo, da moltissimo tempo. Abbandoni il contatto con il vetro mentre piccole
gocce di pioggia iniziano a colpirlo e poi ti avvicini alla scatola. L’afferri
con entrambe le mani e con il tatto percepisci lo spostamento degli oggetti nel
suo interno, ti siedi sul letto poggiando la scatola proprio davanti a te e ne
sollevi il coperchio, per un attimo la fissi domandandoti quanto tempo sia
passato da quando hai compiuto quello stesso gesto. Ora fuori si sta scatenando
il temporale, il vetro della finestra trema come spaventato dal vigore dell’ultimo
tuono. Il primo oggetto a comparire sotto ai tuoi occhi è
una foto, risale almeno a due anni fa, a quando ancora l’uso delle macchinette
digitali non era così diffuso ed ogni scatto si trasformava in qualcosa di
reale. Ti ritrae con la tua migliore amica, un sorriso compare sul tuo viso
mentre ricordi esattamente quel preciso istante. Dopo averla guardata la riponi
delicatamente sopra al coperchio affianco alla scatola. Continui ad estrarre
oggetti che ti riportano indietro nel tempo, un portachiavi, un biglietto del
cinema, i biglietti di auguri del tuo diciottesimo compleanno, sino a quando
non vedi qualcosa che ti distoglie da tutto il resto, un gruppo di lettere. Le afferri e le liberi dalla stretta dell’elastico,
non ricordi ogni singola parola riportata in quelle pagine bianche ma provi
comunque un brivido di emozione entrando in quella stanza della tua mente che
tenevi chiusa. Ne prendi una e la apri, deve essere proprio
l’ultima che ti ha scritto. Lui lo avevi conosciuto in spiaggia durante le
vacanze estive ma da allora non vi eravate più incontrati, vi eravate scambiati
il numero del cellulare ma poi avevate iniziato a comunicare attraverso le
lettere. Con il passare del tempo le cose erano cambiate e lo scambio di
lettere da prima intenso era poi diminuito ed infine del tutto scomparso. Apri la lettera e scorri rapidamente le righe, si,
quella era proprio l’ultima che ti aveva scritto, ti fermi e ne leggi qualcuna
a voce bassa.
…Non sono più
in grado di nascondere i miei sentimenti, per troppo tempo ho finto tenendoli prigionieri
dentro il mio cuore. A lungo ho conservato in mente i momenti trascorsi insieme
durante quell’estate, ma ormai il ricordo è stato usurato dal tempo, ed ho bisogno
di qualcosa di più delle foto che mi hai spedito. Mi piacerebbe incontrarti…
A quella lettera non hai mai dato alcuna risposta. Mentre fuori lo scrosciare della pioggia si è fatto
vigoroso e un altro tuono si propaga nell’aria, rimani li a riflettere su
quelle parole quasi incredula per quello che hai fatto, sparire senza neanche
una spiegazione. Tre lunghi anni sono ormai trascorsi da quando hai
letto per la prima volta quella lettera, ed ora cosa ti passava per la testa? Chiamarlo? No, non puoi compiere quel gesto proprio ora, di certo
ti prenderebbe per pazza. Eppure ne hai voglia, anche se non riesci a spiegartene
il motivo. E allora afferri il tuo telefonino e lo chiami, ma poi pensi che
quello non sia il miglior modo di agire e allora prima del primo squillo
riagganci. Hai in mente un’altra soluzione. Riprendi a rovistare nel contenuto
della scatola freneticamente in cerca di quei fogli bianchi ormai sostituiti dalle
fredde mail, come ben ricordavi sono ancora li. E così dopo aver acceso la lampada sulla scrivania,
ti siedi ed inizi a scrivere. Il foglio bianco si riempie rapidamente di tratti
azzurri, di tutte quelle parole che tenevi imprigionate dentro e che non hai
mai avuto il coraggio di liberare.
…Non so spiegarmi per quale motivo non ho mai risposto alla tua ultima
lettera, forse avevo semplicemente paura, timore di entrare in una nuova storia
dopo la precedente delusione che avevo avuto. Non pretendo che mi perdoni, ma
ti voglio fare ugualmente le mie scuse, è stato ingiusto trattarti in quel
modo, lo riconosco.
In fondo aggiungi il tuo nome poi pieghi
delicatamente il foglio e lo inserisci nella busta, la richiudi e la adagi
sulla scrivania. Il dubbio ti assale ancora una volta, ti domandi se
sia giusto inviare quella lettera dopo tutti questi mesi trascorsi nel silenzio.
Ti chiedi se sia è giusto irrompere improvvisamente
nella sua vita, lui ormai avrà preso la
sua strada, conosciuto un’altra ragazza e forse ti anche dimenticata. E così
prendi la busta e la riponi nella scatola poi la ricopri con gli altri oggetti
che avevi estratto. Chiudi la scatola lentamente come per sottolineare
l’importanza di quel momento, fuori i rumori del temporale sembrano essere più
tenui, più lontani, la pioggia ha smesso di cadere. Ora ti senti meglio come liberata di un fardello
che portavi nel cuore, anche se lui non leggerà mai la tua lettera scriverla ti
ha fatto sentire meglio. La voce di tua mamma giunge ovattata attraverso la
porta, ti chiama per la cena ormai pronta in tavola. Riponi in tutta fretta la
scatola sulla mensola, esci dalla stanza ed accosti la porta che produce il
solito cigolio. Scendi le scale mentre il sole tramonta sotto ad un cielo
ancora grigio, la sua luce anche se debole giunge sino alla tua stanza,
attraversa il vetro e sembra quasi accarezzare la scatola dei tuoi ricordi.
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Comments (9)
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Re: La Scatola |
By Sabrina on
08/08/2007 14.07 |
Il senso giusto delle cose che passano e stanno bene li, nel passato. Sono parte di noi e sbaglieremmo a farle uscire fuori di noi. Può sembrare una storia triste, malinconica. Ma è solo una storia simile al vero; spesso si pensa al passato e ci si chiede se si può tornare indietro. Poi ci si accorge che non si può, e che è giusto così. Complimenti davvero. |
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Re: La Scatola |
By fabio on
08/08/2007 15.59 |
| Grazie... sono contento che ti sia piaciuto :). Il tuo commento ha centrato perfettamente il senso del mio racconto! ^___^ |
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Re: La Scatola |
By Fede on
09/08/2007 11.15 |
| Bellissima! E' inevitabile nella vita avere dei rimpianti, fanno parte del nostro bagaglio di esistenza. Ad alcuni possiamo rimediare, altri no, e con questi ultimi possiamo solo imparare a convivere. |
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Re: La Scatola |
By Andrea on
13/08/2007 14.51 |
| Tra i tuoi racconti questo e' fino ad ora quello che mi piace di piu'. Bellissima la seconda persona come voce narrante (un po' come "Se una notte d'inverno un viaggiatore"). I gesti della protagonista sono descritti molto bene, e dicono molto piu' di quanto facciano le parole. |
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Re: La Scatola |
By maelstrom on
12/09/2007 9.27 |
Dolce e profondo, questo racconto dallo stile paratattico, che è quello che mi piace di più ed umilmente anche io cerco di impostare nei miei scritti, esprime un realismo molto particolare. Sei stato bravissimo a fare uscire ed entare il realismo "da" e "nella" coscienza, i gesti semplici e un po' malinconici del dopo estate sono veramente fuori e dentro la ragazza. E questo entrare ed uscire rende il testo anche pregno di quella ironia romantica tanto cara ai grandi. Insisti. |
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Re: La Scatola |
By fabio on
12/09/2007 9.54 |
Grazie Maelstrom , ma non esagerare!! Potrei montarmi la testa! A parte gli scherzi... non posso che essere contento di aver ricevuto un commento come il tuo. ^_^ |
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Re: La Scatola |
By Olaf on
29/09/2007 0.25 |
| è molto bello, molto profondo, ma parte da presupposti che la mia mente rifiuta ... una rinuncia prima, ed un ripensamento dopo ... per questo soffrivo leggendolo. Ma d'altronde "quella" la pensava così!! Bravo Fa'! |
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Re: La Scatola |
By gio on
09/10/2007 13.54 |
| bravissimo fabio, davvero bello !! soprattutto il finale, dove il sole tramonta sotto un cielo ancora grigio.. un ottimo segno di ottimismo !! |
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Re: La Scatola |
By kiwi65 on
16/10/2007 23.29 |
Fabio, sai che prediligo i racconti "stringati", ma questo racconto è molto bello, anche cosi'. Poi in seconda persona, si raggiunge sempre un pathos notevole, anche se è un po' complicata la gestione! Ciao Piero
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