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MinimizeIl Principe (1)
 
   
Location: BlogsAndreaFantascienza    
Posted by: Andrea 29/09/2007 9.18
Il Principe Jorbin passeggiava nei giardini del suo palazzo. Una piccola fontana animava col suo canto sommesso e argentino l'aiuola circondata da un pergolato di viti arkeniane. Le piante non sembravano passarsela troppo bene. Il sistema idraulico che di solito le innaffiava d'ammoniaca era probabilmente guasto da qualche giorno. Senza pensarci troppo, prese nota mentalmente di avvertire il capo giardiniere del problema; poi si ricordo' che non c'era piu' nessun capo giardiniere...
Sospiro', rassegnato all'idea che le foglie purpuree delle sue piante preferite sarebbero avvizzite. Poi si ricordo' che molto probabilmente invece non sarebbero avvizzite. Non ne avrebbero avuto il tempo. Non sapeva se rallegrarsene oppure no.
Lentamente continuo' la passeggiata, lasciando vagare il suo sguardo sui ruscelli, i canali, i vasi, le aiuole, le fontane, i pergolati, i viali alberati. In alto, al di la' dello scudo che manteneva l'atmosfera del giardino al suo posto, immersi in un cielo nero some la pece due soli inondavano le piante assetate coi loro raggi rossastri. In basso, il pianeta, il suo pianeta, continuava ignaro a marciare lungo la sua complicata orbita.
Giunse ad uno dei pozzi d'accesso al palazzo e si lascio' cadere. La lenta discesa si interruppe dopo qualche decina di metri, ad un cenno della sua mano sapientemente captato dal sistema di controllo della gravita' artificiale. Sotto di lui il pozzo continuava a scendere per migliaia di metri, attraversando tutta l'enorme struttura che ospitava l'amministrazione centrale del pianeta, ma lui era arrivato: nella zona piu' vicina alla superficie c'erano gli appartamenti privati della famiglia regnante.
Lentamente, il suo corpo fu spinto, come se fosse in discesa, verso una grande porta che si apriva sulla parete del pozzo, e finalmente poso' di nuovo i piedi per terra. Non era mai riuscito ad apprezzare del tutto la levitazione, sebbene fosse cresciuto in una cultura che nella tecnologia a gravita' artificiale aveva uno dei suoi vanti maggiori. L'enorme sala era stata pensata secoli prima per impressionare i regnanti in visita, e il passare degli anni non ne aveva minimamente scalfito l'imponenza e la magnificenza, le lucidissime pareti scavate nella roccia, il pavimento intarsiato di marmi pregiati, la lunga fuga di colonne rivestite d'oro. Lungo le pareti, un olofregio illustrava al visitatore le glorie del regno, le sue imprese militari, le sue ricchezze. L'illuminazione era stata studiata per far sembrare tutto ancora piu' grande, ed aumentava d'intensita' mano a mano che ci si avvicinava all'estremita' della sala opposta al pozzo, dove secondo i progetti originali avrebbe dovuto trovarsi il trono del Principe in carica, splendente fino ad essere quasi abbagliante.
I tempi erano cambiati, e il trono era stato messo via molto tempo prima, ma per il resto la sala era rimasta quasi intatta.

Dopo i primi passi nella tecnologia GA e la conseguente fase espansionistica, lunghi secoli di stasi si erano susseguiti, durante i quali l'amministrazione del regno era ridotta ad un compito di routine, spezzato ogni tanto dall'occasionale ambasceria di uno dei pianeti del regno. A differenza degli stati (o, come pomposamente alcuni di essi amavano essere chiamati, imperi) confinanti, il Principato Libero di Ol'rad aveva mantenuto la sua forma di governo originale, conservando quindi una famiglia reale, un palazzo reale, e tutta quella serie di tradizioni che nell'immaginario collettivo si associano ad una forma di governo cosi' arcaica.
Non che fossero mancate nella storia del Principato le spinte modernizzatrici. Semplicemente, i regnanti di Ol'rad erano sempre stati dei principi illuminati (e non avrebbero certo potuto fare altrimenti...), e non avevano mai dato alla popolazione motivo di lamentarsi della loro gestione del potere.
Cosi' l'occasionale proposta di passare ad una gestione democratica dello stato veniva sempre accantonata, essendo la monarchia oggettivamente piu' semplice e piu' affidabile, in particolare con una famiglia regnante come quella di Jorbin.

Il Principato Libero di Ol'rad comprendeva ormai tutti i pianeti, le lune, e gli asteroidi del sistema binario, e la famiglia reale era giunta secoli prima alla conclusione che ogni ulteriore espansione sarebbe stata antieconomica. Il sistema di Rad infatti era isolato, tanto da mettere in serio imbarazzo gli astronomi che avevano cercato di decidere a quale galassia appartenesse. Nessuno sapeva se questa collocazione fosse frutto del caso o dell'arbitrio. Quello che era certo e' che da quando su Rad esisteva la storia, il sistema era sempre stato li'. Non si erano mai trovate tracce di una civilizzazione precedente, neppure quando, in seguito alla scomparsa dell'atmosfera, si scavo' in profondita' per costruire le nuove citta'. D'altronde, non si riusciva proprio ad immaginare il motivo per cui un'ipotetica civilta' ancestrale avrebbe dovuto prendersi la briga di spostare un intero sistema solare (binario, per di piu') cosi' lontano dalla galassia dove presumibilmente si era formato.

Cosi' la gente di Ol'rad aveva iniziato ad abituarsi alla propria singolare collocazione nello spazio, ed aveva man mano sviluppato quella che in alcuni pianeti coperti da grandi quantita' d'acqua si chiamava un tempo una mentalita' da isola.
Si guardava ai grandi avvenimenti nelle galassie circostanti spesso con curiosita', a volte con interesse, ma sempre col distacco di chi sa che, tutto sommato, sono problemi di qualcun altro. Il sistema era autosufficiente per tutto, e la sapiente gestione della famiglia regnante aveva creato un mercato vivace ma equilibrato, con un benessere diffuso e relativamente omogeneo. Insomma gli isolani non sentivano il bisogno della terraferma, e la terraferma stava benissimo senza l'isola, soprattutto perche', vista l'enorme distanza che separava Ol'rad dalle galassie vicine, ogni possibilita' di commercio era preclusa (o almeno antieconomica). L'unico contatto con l'esterno era dovuto ai turisti: a quelli che affrontavano il lungo viaggio infatti, il meraviglioso cielo notturno del Principato, nel quale si potevano vedere contemporaneamente fino a tre galassie diverse, regalava uno spettacolo ineguagliabile.

In fondo alla sala, dove un tempo splendeva il trono, c'era una grande apertura chiusa da una lastra di pietra nera. La soglia era stata messa a qualche metro dal pavimento della sala, in modo che per arrivarci si dovesse fare uso di un altro flusso di levitazione. Jorbin non aveva mai avuto occasione di ordinare la costruzione di scale normali. Oltretutto, la cosa sarebbe stata vista come un'inutile eccentricità, uno spreco di ricchezze, nonché un terribile affronto alla gloriosa tecnologia GA che aveva fatto grande il regno. Fu così che, arrivato a qualche decina di metri dalla porta, il Principe azionò con un cenno impercettibile della mano il campo GA che iniziò a sollevarlo lentamente, mentre ancora procedeva, di modo che un osservatore ignaro avrebbe potuto pensare che Jorbin stesse camminando su una rampa inclinata trasparente. Il campo in sé non faceva ovviamente alcun rumore. Anzi, nel momento il cui entrò in funzione, scomparve anche l'unico rumore che si era sentito nella sala: l'echeggiare dei passi, e lo strisciare del mantello sul pavimento.
Jorbin, facendo suo malgrado sfoggio della potenza passata della sua gloriosa casata, si librava nella sua sala delle udienze, in un silenzio assoluto. Il silenzio riecheggiò per la sala, il palazzo, la città il pianeta, il sistema, il regno che assistevano, ormai deserti, alle gesta dell'ultimo Principe di Ol'rad.

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Comments (6)   Add Comment
Re: Il Principe (1)    By fabio on 30/09/2007 14.42
E così torni al tuo genere preferito :). Non riesci proprio a starne lontano dalla Fantascienza! hihihh. Vedo che hai fatto molta attenzione nel descrivere la situazione politica, questo mi fa pensare a intrighi e a lotte ti potere, ma magari mi sbaglio. Vedremo... speriamo presto!

Re: Il Principe (1)    By mimmi71 on 02/10/2007 0.10
Ho letto sempre quasi di tutto..quasi..la fantascienza, me ne accorgo ora, mi manca: mai letto nulla. Però, da profana del genere, direi che non è per nulla male!! Anzi!!

Re: Il Principe (1)    By ivanvr on 03/10/2007 19.48
ciao Andrea, sei molto gentile a leggere le mie cose ealtrettanto a lasciare sempre un commento. Facci volare con la fantasia e continua il tuo principe! Voglio prendermi un po' di tempo e leggere molti dei tuoi racconti visto che ho un po' di arretrati!! molto originali. ciao a presto.

Re: Il Principe (1)    By emmaus 2007 on 15/10/2007 20.33
ciao Andrea, ti ringrazio del commento al mio racconto d'esordio in questo sito, quindi non posso che ricambiare: bello il tuo "Principe", sembra l'inizio di un romanzo, tra poco passerò a leggere la seconda parte. Anch'io mi permetto un piccolo appunto: forse dovresti non eccedere troppo in descrizioni, va bè che io sono un patito dei dialoghi, quindi non mi tenere troppo in considerazione... Comunque, vai avanti così! Facci sognare!

Re: Il Principe (1)    By A on 10/11/2007 21.14
Sarà per l'età ma mi è difficile addentrarmi in racconti così ricchi di particolari in ambienti a me sconosciuti, soprattutto per carenze mnemoniche! Ai miei tempi esistevano solo i flipper ed al max si poteva costruire storie su biglie e cose varie:)).. Il fatto però che tu descriva così minuziosamente i tuoi racconti, trovo sia molto positivo, risucchia il lettore. Non posso far altro che complimentarmi con te e ringraziarti dei tuoi commenti ai miei scritti.Ciao ed a presto!

Re: Il Principe (1)    By A.D.B. on 09/12/2007 19.49
Innanzitutto ti ringrazio per la tua gentilezza nel leggere i miei racconti, poi i per quel che riguarda la prima parte del "Principe", ti comunico, che nonostante io non sia un appassionato di fantascienza, trovo l' inizio del racconto interessante e ricco di descrizioni.


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