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MinimizeIl Principe (2)
 
   
Location: BlogsAndreaFantascienza    
Posted by: Andrea 14/10/2007 10.26
Avvicinandosi lentamente alla porta ci si accorgeva della sua vera natura. Era una sostanza liquida, nera, turbinosa, nella quale volute d'oro si muovevano frenetiche. Era stata creata con i troni dei piccoli regni planetari confinanti, ai tempi della prima grande ondata espansionistica: l'oro era stato conservato, e il resto ridotto ad una cenere nera. Un campo di forza manteneva la porta al suo posto, ad una temperatura sufficiente da far fondere il prezioso metallo, e si occupava anche di facilitare i moti convettivi che ne creavano la strabiliante decorazione.
Quell'oro lucente, lucido, incandescente, che danzava vorticoso in un mare nero come la pece, era uno spettacolo da togliere il fiato, e al suo cospetto Jorbin non poteva mai trattenere un moto di orgoglio per i suoi antenati, unito al rimpianto per un'epoca ormai perduta in cui funzione e bellezza si fondevano in un tutto coerente, in una dialettica in cui, nella reciproca ispirazione, l'una valorizzava l'altra e ne usciva a sua volta valorizzata. Gli artisti del regno sembravano ormai aver perso quella vena di genialità, di originalità, di sfrontatezza, di arditezza unita ad un indiscutibile gusto estetico che aveva contraddistinto i loro predecessori. La ricerca estrema della funzionalità aveva finito col soffocare la bellezza, e la produzione artistica degli ultimi secoli sembrava al Principe spenta, morta, sterile.

Si concesse qualche minuto di contemplazione, poi con un gesto della mano diede il comando di apertura. La porta restò per qualche secondo immobile, quasi congelata, quindi il campo che la manteneva al suo posto si rilassò, e la lastra precipitò fragorosamente su sé stessa. Il canto dell'oro fuso, che in altri giorni aveva indicato ai sudditi in attesa la fine delle udienze, risuonava per le stanze deserte.

Gli appartamenti reali erano stati costruiti nella stessa epoca del resto di quell'ala del palazzo. Come nel resto del palazzo, la casa regnante non aveva lesinato in sfarzo e ricchezza.Olofregi con ritratti di famiglia, preziosi manufatti razziati dai palazzi dei regni conquistati, statue di oro fuso sostenute da campi di forza, i cui soggetti in movimento illustravano momenti chiave della storia di Ol'rad. Ovunque lo sguardo si posasse trovava metalli preziosi, opere d'arte tra le più fini mai prodotte in quell'isola sperduta nel vuoto intergalattico.

In superficie, uno dei due soli stava ormai per tramontare. Jorbin, come tutti i suoi predecessori, non aveva bisogno di un orologio per saperlo.

La storia di Ol'rad non era stata molto diversa da quella di molti altri principati: una serie di sovrani mediocri, alcuni illuminati, molti completamente pazzi o inetti. Attraverso i secoli, si arrivò al punto in cui le civiltà concludono che la monarchia espone lo stato a troppi rischi, e migrano spontaneamente verso forme democratiche di governo. La grande avventura spaziale non era ancora iniziata, mentre già si possedeva una discreta abilità nell'ingegneria genetica. A qualcuno allora venne in mente che forse si poteva escogitare un modo per mantenere tutti i vantaggi della monarchia assoluta, eliminandone i difetti. Si trattava di inibire nella famiglia reale i comportamenti nocivi alla salute della società. Iniziò così una lunga serie di esperimenti, mirati a identificare i fattori genetici responsabili dei comportamenti antisociali per poterli estirpare dalla famiglia reale. Il re di quel periodo era fortunatamente uno di quelli illuminati, ed ebbe la saggezza necessaria a capire che quella era l'unica alternativa al crollo della monarchia, quindi sovvenzionò generosamente gli studi, che andarono avanti anche sotto i suoi successori, per due generazioni.

Alla fine però si dovette concludere che non era possibile ricondurre ad un piccolo insieme di geni l'origine di tutti i comportamenti giudicati pericolosi per la società. Avrebbero dovuto sottrarre al patrimonio genetico della famiglia reale così tante caratteristiche che nessuno sapeva che conseguenze ci sarebbero state sull'equilibrio psichico dei nuovi regnanti. Per fortuna, il re in quel tempo era anche lui uno della serie degli illuminati, e riuscì a convincere l'opinione pubblica che la cura poteva essere peggio della malattia.

Propose una soluzione che riuscì ad accontentare un po' tutti. Invece di intervenire sulla psiche dei futuri re, rendendo loro impossibile nuocere al regno, si poteva trovare un modo per scoraggiarli da comportamenti antisociali, lasciando che fossero loro stessi, di loro spontanea volontà, a non voler scontentare i sudditi.

Una volta imboccata la strada giusta, la soluzione non si fece attendere troppo: l'idea fu di aggiungere alla famiglia regnante una ghiandola sensibile alle deboli variazioni di campo magnetico dovute al moto del pianeta attorno ai suoi soli, e dei soli l'uno attorno all'altro. In caso di allontanamento dal sistema, la ghiandola iniziava a secernere una tossina, che finiva con l'uccidere il principe tra atroci dolori se non rientrava rapidamente. Ogni dieci anni, il principe regnante veniva costretto all'esilio per una settimana, durante la quale una commissione apposita vagliava il suo operato, e decideva se concedergli o meno il permesso di rientrare. In caso di parere negativo, cioè se il suo governo era risultato meno che soddisfacente, il principe veniva abbandonato alla morte, e la corona passava al prossimo in linea di successione.

La proposta fu accettata, e i geni della famiglia reale modificati. All'inizio ci volle un po' perché il sistema avesse effetto, ma dopo un paio di esili forzati non revocati, i principi di Ol'Rad capirono che c'era poco da scherzare, e che era nel loro miglior interesse rendere i sudditi felici, sani e benestanti, quali che fossero le loro inclinazioni personali. I principi inetti impararono a circondarsi di consiglieri. Quelli illuminati anche, giusto per stare sicuri.

Il risultato fu una stabilità politica senza eguali, unita ad una qualità di governo altissima, che a detta degli storici furono la chiave del successo militare di Ol'Rad sui regni planetari confinanti, nonché della sua supremazia tecnologica.

Adesso, però, le cose erano cambiate. Quella che era stata la chiave della sopravvivenza della monarchia, era diventata la sua condanna.
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Comments (3)   Add Comment
Re: Il Principe (2)    By emmaus 2007 on 15/10/2007 20.38
La storia comincia a prendere forma. Non fermarti!
p.s. scrivi gran bene!

Re: Il Principe (2)    By fabio on 16/10/2007 8.21
Il personaggio principale, il Principe, mi da l'idea di una ambientazione Fantasy, mentre tutto il resto richiama decisamente la Fantascienza... trovo davvero interessante questo mix, bravo Andrea. ^_^

Re: Il Principe (2)    By A.D.B. on 09/12/2007 19.58
C'è molta fantasia, con ambienti surreali e suggestivi, la trama diventa più complessa in attesa del finale.


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