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 | | Toccare il fondo
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Location: Blogs I racconti dell'arancione |
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| Posted by: emmaus 2007 |
06/01/2008 11.33 |
Passavo vicino al fiume. Era l'imbrunire e stavo tornando a casa. Quando vidi il pick up rosso di Antonio, pestai giù una frenata. Cosa ci faceva lì? Scesi. Antonio stava buttando dei bidoni in acqua, facendoli rotolare dal cassone abbassato del suo automezzo. Quando mi vide, si bloccò. Lo ricordavo come una persona sensibile all'ambiente, un ecologista convinto, uno con la testa sulle spalle. Gli chiesi cosa stesse facendo. Prima balbettò qualche giustificazione confusa, assurda, evitando di guardarmi negli occhi, poi, evidentemente convinto dalla mia faccia niente affatto convinta, si decise a vuotare il sacco. "Ho vissuto nell'angoscia per un mucchio di anni, assistendo al lento degrado del mondo. Rifiuti, inquinamento, sprechi d'ogni tipo, acqua, aria e terra avvelenate. Un lento e irreversibile peggioramento, senza che per interesse qualcuno ci mettesse mano seriamente. L'impotenza mi aveva fatto suo, gettandomi in una buia depressione. Il mondo andava verso la catastrofe, questione di tempo, poi avremmo toccato il fondo. Ma quanto avremmo dovuto aspettare? Quanta agonia avremmo dovuto ancora sopportare prima di arrivare al dunque? Capii che l'attesa era la cosa più logorante, una sfibrante quanto inutile attesa. Saremmo comunque caduti in fondo al pozzo, quello poco ma sicuro. Allora, che fare? Almeno, eliminare l'attesa. Fare in modo che l'ignoto gravante sul nostro futuro finalmente mostrasse il suo volto, seppur mostruoso! In poche parole, accelerare questo processo già in corso. Da quel momento di nuova consapevolezza, mi sono dato da fare, scacciando l'impotenza. Finalmente, potevo fare qualcosa, non assistere più passivamente con le mani in mano. Doveva accadere il peggio? Okay, va bene. Vediamolo. Tocchiamo il fondo, una volta per tutte! Ho cominciato a gettare rifiuti un po' ovunque, soprattutto vicino a falde acquifere, per avvelenare l'acqua. Poi, ho preso a bruciare tutto quel che mi capitava sotto mano di plastica, per rilasciare diossina nell'aria. Pile e medicinali scaduti sono finiti nei corsi d'acqua, e ho preso pure a fare i bisogni nel bidè, per inquinare le acque bianche. Non ho scordato di accelerare il più possibile il fabbisogno energetico. Acqua, luce e gas sempre in funzione, a manetta, fregandomene del rischio di esplosioni o inondazioni. Facendo tutto questo, finalmente mi son sentito sollevato. Non ero più impotente di fronte agli eventi. Ero diventato protagonista! L'ottimismo mi è ritornato, perché solo toccando il fondo si può risalire!" "Mi hai convinto" gli risposi, e gli diedi una mano a scaricare le scorie tossiche nel fiume. |
| Copyright ©2008 emanuele tavola |
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Comments (13)
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Re: Toccare il fondo |
By Diego on
06/01/2008 13.10 |
| Stringato ma molto efficace. Se mi permetti un appunto, però, secondo me lo spunto che hai avuto è talmente buono che in questo modo mi pare un pò sciupato. Perchè non costruirci una storia un pò più ampia? In pratica, tutto ciò che hai addensato in una sola battuta di dialogo (abbastanza straniante, oltretutto, chi mai parlerebbe in questo modo?) potrebbe trovare spazio in azione (quello che hai fatto nei primi paragrafi), e quello che hai da dire acquisterebbe efficacia. Secondo me, è ovvio! Complimenti e a presto! |
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Re: Toccare il fondo |
By meled on
06/01/2008 16.26 |
Anche io la penso come diego. In'idea così merita più spazio! Aspetto di leggerti. |
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Re: Toccare il fondo |
By mattiekian on
06/01/2008 18.36 |
mi dispiace ma devo dissentire dai precedenti commenti...il racconto mi ha lasciato con l'amaro in bocca...non mi piace lo spunto (è crudele diciamocelo) e lo spazio ristretto dello svolgimento non riesce a dare risalto a una storia che nasce e muore senza dare tempo al lettore di entrare in tema. Cavolo non voglio essere cattiva, solo sincera...
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Re: Toccare il fondo |
By Bufera on
06/01/2008 19.26 |
Dico la mia, solo come consiglio da "lettore". A mio avviso va necessariamente approfondita un po' di più la narrazione sennò non si coglie appieno il sentimento "comunque positivo" che motiva e muove l'inquinatore. Detto così è un po' come dire che allora non sopportando più alcuni che odiamo è meglio farli fuori subito, vedere subito la fine. O quantomeno eviterei il "mi hai convinto" con cui il secondo personaggio diventa anche lui un terrorista ambientale... L'idea è buona e amara ... vale la pena renderla meglio. Ciao. |
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Re: Toccare il fondo |
By MOSTARDA on
06/01/2008 19.27 |
In effetti così com'è il racconto sembra abbozzato, ritengo interessante non tanto lo spunto ecologista/catastrofista ma quello più profondo che in effetti è il motore di tante azioni che paiono assurde. Voler essere in qualche modo protagonisti, decisivi, in questa società per la maggior parte delle persone è impossibile facendo delle cose di buon senso, è invece più facile fare cose diabolicamente distruttive. In questa direzione si potrebbe forse immaginare un racconto di più ampio respiro. Sarebbe interessante. Secondo me in fondo i commenti non divergono, ma si compongono in un disegno strutturato che sicuramente emmaus saprebbe ben colorare. ciao |
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Re: Toccare il fondo |
By wildant. on
06/01/2008 20.41 |
non mi piace molto.......l'idea dell'arrivare in fretta al fondo per eliminare l'ansia dell'attesa e affrontare la risalita è buona ed è condivisibile ma il campo di applicazione non mi convince e soprattutto mi sembra un pò tirato per i capelli che così rapidamente convinca il protagonista. sicuramente sviluppato n uno spazio meno ristretto avrebbe un impatto diverso |
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Re: Toccare il fondo |
By emmaus 2007 on
06/01/2008 20.52 |
| Cavolo! Non pensavo di attirare così tanti commenti, sia positivi che negativi! Devo confessarvi che l'ho buttato giù in dieci minuti, così come mi è venuta l'idea, siccome sono alle prese con un romanzo che da qualche mese occupa praticamente tutto il mio tempo libero! Riguardo al raccontino bonsai, c'è una logica, seppur perversa, e mi è venuta voglia di metterla nero su bianco. Non so se si potrebbe ampliare, appunto perchè si riduce tutto ad un'idea, assolutamente sballata, ma come ripeto con una sua logica. Ringrazio tutti, fa sempre piacere essere letti e commentati. Comunque, promesso. La prossima volta la morale sarà di quelle giuste!!! |
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Re: Toccare il fondo |
By Andrea on
07/01/2008 12.02 |
Wow Emmaus, hai sollevato un putiferio :) Io ho trovato simpatica l'idea del racconto in miniatura, anche se concordo con gli altri che magari lo spunto avrebbe potuto essere ampliato in un racconto normale. |
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Re: Toccare il fondo |
By fabio on
07/01/2008 12.11 |
Ciao Emmaus,
questo racconto è a dir poco sconvolgente. Per quanto mi riguarda sono un tipo ottimista e quindi puoi capire il perchè non condivido la scelta del protagonista. Più a fondo si scava e più è arduo uscire dalla fossa!!! Perchè andare più a fondo?
Ottima idea, mi associo agli altri dicendo che meriterebbe più spazio.
Ciao Fabio |
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Re: Toccare il fondo |
By maria cristina on
07/01/2008 16.53 |
A me ricorda un po' l'ultima pagina della "Coscienza di Zeno". Anche il povero Svevo era consapevole che sarebbe bastato uno un po' più matto degli altri per spingerci verso la catastrofe. E L'"Esercito delle 12 scimmie"? Ve lo ricordate? Un film splendido in cui un essere umano, un po' più idiota degli altri, riesce a sterminare la quasi totalità dei suoi simili e a distruggere il pianeta. Il problema, molto più semplicemente, è che ognuno di noi è responsabile di ciò che fa, nel bene e nel male. Forse Emmaus voleva ricordarci questo, e forse e bene che ce lo ricordiamo tutti. P.S. A parte le dotte disquisizioni il racconto è piacevole da leggere. maria cristina |
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Re: Toccare il fondo |
By emmaus 2007 on
07/01/2008 21.17 |
Approfondisco ancora, visto l'incredibile interesse che ha suscitato questo mini racconto. L'idea è partita da questo: tutti i santi giorni siamo alle prese con possibili scenari futuri, a livello planetario, a dir poco apocalittici. Inquinamento, effetto serra, scioglimento dei ghiacci, prezzo del greggio e, nello specifico Italia, rincaro prezzi, emergenza rifiuti, criminalità, malattie, eccetera eccetera. Il tutto, però, con l'angoscia di quello che potrà avvenire nei prossimi anni. "Chissà tra dieci, quindici anni cosa accadrà! Il genere umano è destinato all'autodistruzione, è solo questione di tempo, poi chissà cosa accadrà! Non so se anche voi, ma io mi sento veramente in attesa di qualcosa che non si è ancora manifestato appieno. Non sono un pessimista, intendiamoci, però questo bombardamento di notizie infauste lascia veramente un clima di, mi ripeto, "chissà cosa accadrà". Tanti lo respirano, lo noto parlando con la gente. Ecco, da tutto ciò è partita l'idea del mini-racconto, e sono contento che tanti non ne condividano la morale, autodistruttiva, anche se in un certo senso logica. Carissimi saluti a tutti! |
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Re: Toccare il fondo |
By caterina on
08/01/2008 10.59 |
quando penso di essermi sintonizzata sul tuo modo di scrivere e di comunicare...zac! arriva una nuova sorpresa dalla tua penna felice. e vuoi che ti dica? ero una fondamentalista dell'ambiente e lo sono tuttora ma da u po' di tempo in qua getto cartine e cartacce furoi dai finestrini dall'auto in corsa, preoccupandomi solo che qualcuno nn mi veda, giusto per nn far brutta figura nel'immediato. sara' scattato anche a me questo processo psicologico che tu descrivi cosi' approfonditamente, pur bastandoti tre righe n tutto? sei un Maestro, caro Emmy! :) |
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Re: Toccare il fondo |
By emmaus 2007 on
08/01/2008 15.48 |
| No, Caterina! Non fare assolutamente quello che hai detto! Non voglio avere l'ambiente sulla coscienza!!! (grazie comunque delle belle parole...) |
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