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MinimizeLa rosa di Gesù
 
   
Location: BlogsI racconti di Mattie    
Posted by: mattiekian 18/01/2008 14.03

"Chi credi di prendere in giro: me, te stesso o il bambino che sta nascendo in quella mangiatoia!"
Queste sono le ultime parole che ho rivolto a mio marito: le ho urlate, sputate come un veleno che da troppo tempo tenevo nel cuore.
"Sei solo un ragazzino!" avevo esclamato solo pochi minuti prima di quella frase, prima che lui uscisse, sbattendo la porta, dalla nostra casa e dalla nostra vita.
Non ricordo nemmeno il motivo del litigio.
Se chiudo gli occhi, l'unica cosa che ricordo di quella Vigilia di Natale è il suo volto: è adirato e contrariato. Alle sue spalle c'è l'albero, acceso dalle luci che risplendono come oro tra le palline e le decorazioni, sotto i suoi piedi regali che non avrei mai aperto.
La mia vita con Lorenzo è sempre stata movimentata…litigavamo per nulla e facevamo pace facendo l'amore…cosa è successo di diverso quella sera non me lo so spiegare.
Altre volte se ne era andato o aveva minacciato di non tornare mai più, ma dopo una notte insonne, passata sul divano ad aspettarlo, la porta si apriva e lui entrava mesto, la testa abbassata, bisbigliando un dolce "Perdonami".
Ho atteso tutta la serata e quella dopo e quella dopo ancora…man mano che passavano i giorni si affievoliva anche la mia speranza; ho staccato il telefono perché non sopportavo gli auguri e gli inviti dei miei amici, perché non volevo dare spiegazioni.
E' passato un anno da quella sera. La mia vita si è trascinata stancamente fino ad oggi.
Aspetto, aspetto quel miracolo che, tutti film dati in televisione da una settimana a questa parte, annunciano come caratteristico del Natale. Ho fatto il presepe e addobbato l'albero e ai suoi piedi ho posto i regali dell'anno scorso.
Tutte le notti faccio il medesimo sogno…Lorenzo torna, mi chiede scusa, facciamo l'amore e la nostra unione cancella un anno vissuto nell'inferno dell'incertezza.
Il telefono squilla.
"Pronto"
"Ciao Giulia, come va? Perché non vieni da noi oggi…non si può restare soli il giorno di Natale!" esclama Rebecca, una mia amica di vecchia data.
"Perché?!" domando ingenuamente.
"Ma come perché?! E' Natale!"
Questa non è una risposta, ma non mi va di farglielo notare…non è la prima telefonata che ricevo e non sarà nemmeno l'ultima…potrei staccare il telefono come feci l'anno scorso, ma non sarebbe una soluzione.
"Non me la sento di uscire, magari ci vediamo la prossima settimana!" dico, nella speranza di convincerla; eppure, mi pare di vederla, dall'altro capo del telefono, scuotere la testa preoccupata.
"No, non mi piace che stai da sola!" ribatte.
"Sto tutto l'anno da sola…cosa cambia"
Silenzio…le mie parole l'hanno colpita come uno schiaffo.
"E' Natale" ripete, stavolta sull'orlo del pianto.
Mi sento in colpa, so che lo fa per il mio bene, ma non voglio uscire di casa, non stasera…lui potrebbe tornare, come in un bel sogno, come il più bello dei regali di Natale.
"Mi dispiace, non posso!"
"Capisco!" dice mentendo…non capisce e non capirà mai; mi saluta e poi attacca, dispiaciuta.
Ho voglia di una bella cioccolata calda. Metto il latte sul fuoco e aspetto.
Sfoglio distrattamente un giornale per vedere cosa danno in TV stasera, ma tutto ciò che l'anno scorso mi avrebbe fatto sorridere, quest'anno mi deprime.
Arriva un messaggio sul mio cellulare.
"Cerca di passare un buon Natale e chiamami appena te la senti. Mamma".
La ringrazio mentalmente, lei è più discreta delle mie amiche e per questo gliene sono grata. Le rispondo che la chiamerò per Santo Stefano, quando i vagiti di un bambino "nato al freddo e al gelo" saranno solo un ricordo.
La cioccolata è pronta. La verso nella tazza e poi la porto in soggiorno.
Mi siedo sul divano e con il telecomando faccio partire lo stereo…è quasi un mese che ascolto sempre la stessa canzone. E' di Baglioni…parla di un uomo che festeggia il Natale da solo perché l'amore della sua vita se ne è andato.
"Dio, tu stai nascendo e muoio io!" canta e non posso fare a meno di pensare che questa canzone sembra scritta per me.
Sento il brano per cinque volte, poi spengo tutto. Il silenzio e la solitudine sono opprimenti.
Il ticchettio dell'orologio detta i tempi di una serata infinita. Sono ancora le otto.
A dispetto di tutte le tradizioni che vorrebbero una gran cenone la sera della Vigilia, decido di cenare con un toast. Mentre lo addento mi torna in mente una Vigilia sepolta dalla polvere dei ricordi. C'erano circa venti persone a casa nostra. Lorenzo serviva piatti e consigli a destra e a manca ed io orgogliosa ero al suo fianco. Quella sera finimmo di mangiare alle undici, andammo alla messa di mezzanotte e scartammo i regali a notte fonda, sdraiati sul letto, tra baci e carezze.
Una lacrima scende lungo la mia guancia. Non voglio piangere…ho pianto per troppo tempo.
Asciugo gli occhi e cerco di sorridere a me stessa.
Mi metto a sfogliare un vecchio album di fotografie, in questo modo il tempo passato trascina con sé anche il presente. Sono le undici.
Appoggio la statuetta del bambino Gesù sul tavolo, in bella vista, così mi ricorderò di farlo nascere…almeno quest'anno; l'anno scorso è rimasto nella sua scatola, e i Re Magi hanno fatto visita ad una culla vuota.
Chiudo gli occhi e cado in uno stato di dormiveglia
Il rumore della porta che si apre mi desta. Mi volto e lui è lì. Non riesco a trattenere le lacrime.
"Perdonami" sussurra Lorenzo regalandomi una rosa rossa.
Non so che dire, non so che fare, rimango immobile come una statua, il volto rigato dal pianto. Lorenzo si avvicina e mi stringe fra le sue braccia.
"Sono stato un cretino!"
Non dice nient'altro, non spiega cosa ha fatto e dove è stato in questo anno infinito, ma a me non importa…non ora…voglio solo abbracciarlo, sentire il suo profumo, guardarlo negli occhi e baciarlo sulle labbra.
Si siede con me sul divano. Mi rannicchio contro di lui, utilizzando il suo petto come cuscino.
Sento il suo braccio che mi accarezza i capelli.
Sono felice; potrei rimanere così in eterno, immobile nel silenzio.
Chiudo gli occhi, lasciandomi cullare dal suo respiro. Quando mi risveglio sono sola.
Un timore improvviso e inspiegabile pervade il mio cuore. Dov'è Lorenzo?
Ho paura…non tanto che se ne sia andato, quanto di aver sognato tutto. Guardo per tutta la casa ma di lui nessuna traccia, nessuno segno che sia davvero tornato.
Vado verso la porta e controllo: è chiusa dall'interno con il chiavistello.
Lui non è mai stato qui!
Torno in soggiorno, cercando di non cedere, di non farmi prendere da una crisi di nervi.
L'orologio rintocca la mezzanotte.
Mi avvicino al tavolo, ma con mio grande stupore vedo che il bambinello non c'è più.
Deve essere caduto, dico a me stessa chinandomi, ma a terra non c'è.
Istintivamente guardo il presepe. Comincio a piangere, ma le lacrime muoiono sul mio sorriso.
Gesù è tra Giuseppe e Maria.
Davanti a loro un giovane pastore con un dono particolare: tra le mani, una rosa rossa.

Copyright ©2008 francesca faramondi
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Comments (6)   Add Comment
Re: La rosa di Gesù    By emmaus 2007 on 18/01/2008 20.34
Niente male, Francesca, scritto molto bene come tuo solito. Quello che mi sfugge, però, è il finale. Lorenzo è tornato o no? C'è stato un intervento divino o altro ancora? Ti chiedo scusa, è sicuramente colpa mia se non ci arrivo. Ciao!

Re: La rosa di Gesù    By mattiekian on 20/01/2008 13.21
ho lasciato apposta il finale un po' nebuloso...è bello che ciascuno ci legga il proprio; nella mia idea Lorenzo non torna, ma il sogno natalizio di una possibile riappacificazione spinge la protagonista ad andare avanti, a non aspettare ancora qualcosa che ormai ha perso.

Re: La rosa di Gesù    By wildant. on 20/01/2008 18.11
bello i racconto, probabilmente (e per fortuna) non autobiografico però, perchè in una situazione così un sogno del genere ti porta più verso il suicidio che verso l'andare avanti....brava comunque , molto ben scritto

Re: La rosa di Gesù    By Pieira on 21/01/2008 11.19
Mi è piaciuto molitissimo. Complimenti!

Re: La rosa di Gesù    By caterina on 22/01/2008 15.55
che racconto letto a tre righe alla volta!
Emmaus e' curioso di sapere se Lorenzo e' tornato o no. :)
solita razionalità maschile!
secondo me e' tornato.voglio credere che sia cosi' e in questo modo a vincere sono la forza, la determinazione che ad un certo punto hanno la meglio su tutto. la protagonista ha dignità da vendere. come mi e' piaciuto leggerti. un bacio

Re: La rosa di Gesù    By mattiekian on 22/01/2008 20.27
Bravissima sorellona sei la migliore!!!


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