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 | | La legge della giungla
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Location: Blogs I racconti dell'arancione |
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| Posted by: emmaus 2007 |
25/01/2008 8.39 |
"Quindi, lei domani porrà fine alla sua vita..." "Sì. Per la precisione a mezzogiorno. Mi getterò dal Ponte Alto, quello famoso per i suicidi..." L'intervistatore seguitò a scrivere, con cipiglio. Era un professionista, sapeva bene come si faceva quel mestiere. "Ah, dimenticavo..." levò gli occhi dal taccuino "Volevo ringraziarla per l'intervista in esclusiva che concede al nostro gruppo, la AABB Corporation..." "Nulla di che..." rispose l'altro, facendo spallucce "Mi avete ben pagato, per altro..." L'intervistatore lo guardò dritto negli occhi. "Per domani, so già che ha firmato l'esclusiva del suo suicidio, con tanto di filmato in diretta, con la CC Group, ma è sempre in tempo a cambiare idea..." spiegò malizioso "Noi della Corporation l'accoglieremmo a braccia aperte, dietro lauto compenso, s'intende..." L'aspirante suicida sorrise. "Non sapete cosa mi hanno offerto. Una bella cifra, che incasseranno i miei eredi, è sottinteso..." spiegò "... cifra cui non penso voi possiate arrivare..." "Ne possiamo discutere..." "Tempo perso" troncò l'intervistato. Poi aggiunse, cambiando argomento: "Se mi vuole porre delle domande..." "Certamente" incassò il colpo con disinvoltura l'altro, voltando pagina "Mi parli un po' di questa sua decisione...diciamo così, estrema..." "Sicuro" ci pensò un momento, quindi fissò un punto lontano "Ho compiuto da poco i sessant'anni, e devo confessare che dalla vita ho avuto tutto. Donne, soldi, potere, possibilità di soddisfare ogni capriccio. Una vita da sogno, non lo nascondo. La salute è stata dalla mia, definirla di ferro è quasi imbarazzante. La natura è stata più che generosa con me" seguitò "Tutte queste cose, comunque, a parte la salute, le ho realizzate infischiandomene delle remore morali. Non ho avuto scrupoli a farmi largo nella vita; gli ostacoli li ho levati di mezzo in un modo o nell'altro. È la legge della giungla, come la chiamo io. Solo il più forte sopravvive, gli altri sono destinati ad estinguersi. Alla luce dei fatti, mi sono dimostrato il re della giungla, non un semplice comprimario. E ne sono assolutamente soddisfatto..." "Bene..." annuì l'altro "Ma allora, come mai avrebbe deciso di farla finita? Se la vita le sta dando tanto, mi sembra una cosa assurda..." "La vita mi ha dato tanto, è vero, così come è certo che in futuro non farà altrettanto" spiegò l'intervistato "È di nuovo la legge della giungla. Il capo, ad un certo punto, deve cedere il passo, non è più in grado di reggere il ritmo. Non ha più le forze, quindi è ora che esca di scena. Il momento d'oro se l'è giocato, e non ritornerà più" "Vede nero nel suo futuro, quindi..." "Non sono un pessimista" chiarì subito "Semplicemente un realista. È la legge della vita, per non ripetere che è quella della giungla. Finora ho goduto di buona, ottima salute. Ma domani? Sono destinato al declino, come qualsiasi essere vivente. Abbiamo una scadenza da rispettare" seguitò, con enfasi "Mi immagino già negli anni a venire trascinarmi per le strade, curvo, col bastone, rasente i muri, pieno di acciacchi da far paura. Oppure cieco, infermo, demente; qualsiasi cosa porta quella brutta malattia che è la vecchiaia, e non c'è rimedio, solo la possibilità di andarcene prima, fregarla in questo modo..." "Ho capito..." annuì l'intervistatore, seguitando a scrivere "Da tutto ciò, nasce la sua intenzione di farla finita..." "Esattamente. Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, e io non mi sono mai tirato indietro" "Potrebbe suscitare addirittura ammirazione..." disse l'altro, provocatorio. Levò di nuovo gli occhi: "Non vorrei sembrarle importuno, ma se lei è privo di scrupoli, come ha detto, non dovrebbe aver problemi a concedere l'esclusiva per il suo suicidio al nostro gruppo. La copriremmo d'oro...i suoi eredi, pardon..." L'aspirante suicida socchiuse gli occhi, sornione. "È tenace, devo farle i miei complimenti. Sicuramente farà strada nella vita, ma stavolta dovrà chinare il capo. La CC Group mi ha fatto un'offerta che non si può rifiutare..." "Tipo?" "Vuol sapere troppo. Non sono tenuto a dirglielo" L'intervistatore giocherellò nervoso con la penna, fissando il foglio. Era stizzito, e lo dava pure a vedere. "L'appuntamento per domani è irrevocabile?" "Sì. Non sono tipo da ripensamenti dell'ultima ora" rispose l'altro "La decisione è stata presa. Intendo mantenervi fede" "Qualche anno fa non avrebbe potuto realizzare una cosa del genere, con tanto di pubblicità..." lo stuzzicò di nuovo l'intervistatore, maestro in quelle cose. "Sicuramente no. Il suicidio era vietato, come se uno non potesse essere padrone della propria vita, decidendo quando porvi fine. Finalmente, una legislazione adeguata ha permesso di superare lo scoglio, riconoscendo quella libertà di pensiero. Vivere o morire, sta a noi scegliere. E se le prospettive di vita sono pessime, per svariate ragioni, non vedo perché l'esistenza debba essere allungata forzatamente. Alla fin fine, comunque, morir si deve..." "Proprio..." annuì l'altro, seguitando a prendere appunti "Lei ha figli o altri eredi?" "Tre figli, ed un sacco di altri parentucoli da cui non ho mai avuto finora alcun beneficio, né morale, né materiale" spiegò, duro "Ora, subdorato l'affare, si sono fatti avanti, intendo i parentucoli, con tante manifestazioni d'affetto. Penose. Non beccheranno un cent. Lo scriva pure" indicò il taccuino "Lascerò tutto ai miei tre figli" "La somma sarà ingente..." fece di nuovo l'altro. "Ingentissima. Seppur divisa in tre parti, farà dei miei figli tre milionari" spiegò senza pudore il prossimo a morire "Perderanno magari la voglia di farsi largo nella giungla - il denaro rammollisce, è risaputo - ma pazienza" spiegò "Devo anche aggiungere un'altra cosa. Egocentrismo. Uscir di scena alla grande, in fondo, non è male..." "Qualcuno potrebbe sostenere che lei è pazzo..." "Cos'è la pazzia? E soprattutto, chi può dirsi sano di mente per ergersi sopra gli altri, per giudicare?" ragionò "Non esistono assoluti a questo mondo. Tutto sfuma, si mischia..." L'intervistatore tornò a guardarlo negli occhi. Sorrise, ma solo con la bocca."Riguardo al suo fiuto per gli affari, alla sua totale mancanza di scrupoli, mi stupisco che lei non voglia prendere in considerazione la nostra offerta per domani. Solo valutandola, potrà decidere per il sì o per il no..." "Ho già deciso" rispose gelido l'altro "Non capisco la sua insistenza. Sta solamente perdendo del tempo. Il suo gruppo ha già avuto l'esclusiva per questa intervista, se la dovrà far bastare" "Non si arrabbi. Faccio solo il mio mestiere. Sono pagato per questo" ribatté l'altro, anche se il tono non era certo amichevole "Se la sua decisione è irrevocabile..." "Lo è" "Bene. A questo punto, non posso che dichiarare chiusa l'intervista" Entrambi si levarono in piedi. L'uomo della Corporation mise via taccuino e penna in una tasca della giacca. Poi, rapido, levò dall'altra una pistola e fece fuoco. Due colpi, uno al cuore e uno alla testa. Era un professionista. Rinfoderando la pistola, guardò il corpo ormai privo di vita scivolato ai suoi piedi. "È la legge della giungla, caro amico. Non potevamo certo permettere alla concorrenza di surclassarci in questo modo..."
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| Copyright ©2008 emanuele tavola |
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Comments (4)
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Re: La legge della giungla |
By mattiekian on
26/01/2008 15.06 |
| cavolo che finale a sospresa!!! Bello |
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Re: La legge della giungla |
By Bernardo d'Aleppo on
29/01/2008 20.21 |
Ottimo, forse però invece di "Non potevamo certo permettere alla concorrenza di surclassarci in questo modo..." fosse ad es.:"Vecchio bastardo ostinato domani ci sono le rilevazioni mensili degli ascolti..." qualcosa cioè di più diretto? Ciao BdA |
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Re: La legge della giungla |
By maria cristina on
30/01/2008 19.28 |
| Questo mi è piaciuto veramente. Pensi che arriveremo ad un "Grande Fratello" della morte? |
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Re: La legge della giungla |
By emmaus 2007 on
30/01/2008 21.53 |
| Grazie a tutti dei commenti!! |
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