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MinimizeNata kamikaze
 
   
Location: BlogsI racconti di Mattie    
Posted by: mattiekian 27/01/2008 12.51

Sentì che arrivava ancor prima di vederlo.
Sapeva che era giunto il momento.
Dopotutto non si poteva scappare alla propria natura; non aveva mai creduto alla favola dell’essere padroni del proprio destino e della propria vita.
Era nata kamikaze e sarebbe morta kamikaze, come prima di lei aveva fatto sua madre.
Non conosceva altro modo per proteggere ciò che amava.
Poteva solo attaccare e morire.
Qualcuno avrebbe odiato il suo corpo sventrato e dilaniato per il dolore che avrebbe causato, ma nessuno avrebbe capito fino in fondo il perché di un gesto tanto estremo.
Non conosceva altra via.
Non poteva fuggire e, anche se avesse avuto tale opportunità, non lo avrebbe fatto.
Troppi contavano su di lei.
Troppi avrebbero continuato a vivere grazie al suo sacrificio.
Non c’era spazio per i ripensamenti, per gli egoismi: avrebbe dato la sua vita per proteggere ciò che amava e questo le bastava.
Credeva fortemente in ciò che faceva.
Respirò a fondo.
Ora lo vedeva.
Si avvicinava pericolosamente.
Un sorriso cattivo stampato sul volto.
C’era un solo modo per fermarlo.
Diede un ultima occhiata a ciò che stava per lasciare.
Il prato era di un verde talmente intenso da sembrare innaturale; i fiori emergevano, aperti e colorati, tra i ciuffi d’erba e i cespugli carichi di bacche.
Alla sua destra si ergeva, fiera e maestosa, una vecchia quercia, e lì dietro, nascosta alla vista dei più si trovava la sua casa.
In lontananza poteva vedere i profili di una civiltà che non capiva e non accettava, che la costringeva a combattere, che li faceva morire giorno dopo giorno senza nemmeno rendersene conto.
Le si strinse il cuore, ma sapeva che non poteva tirarsi indietro.
Lo faceva per la sua famiglia, per la sua casa, per il suo popolo.
Finché ci fossero state kamikaze che come lei perdevano la vita per gli altri, quel piccolo angolo di paradiso sarebbe stato al sicuro.
Se fosse stata capace di piangere lo avrebbe fatto in quel momento.
Era ora; ormai era vicino.
Partì all’attacco.

“Ahi” gridò il bambino sorpreso, mentre grandi lacrimoni gli nascevano ai lati degli occhi.
“Che succede?!” domandò la madre, chinandosi al suo fianco.
Il bambino stese il braccio: proprio vicino al polso pulsava una grande bolla rossa.
“Non è niente” sorrise la madre “Ti ha solo punto un’ape”

 

 

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Comments (2)   Add Comment
Re: Nata kamikaze    By emmaus 2007 on 27/01/2008 17.37
Bellissima! Non ci ero arrivato per nulla! Complimenti, ottimamente riuscita!

Re: Nata kamikaze    By Bernardo d'Aleppo on 29/01/2008 19.10
Meno male che si tratta di un'ape, per un po' ho creduto fossimo in medio oriente o giù di lì...
Veramente carino
BdA


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