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 | | La ragione delle cose
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Location: Blogs I racconti di Mattie |
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| Posted by: mattiekian |
31/01/2008 15.08 |
Ogni cosa accade per un motivo; ogni evento che costella la
vita di una persona ha una precisa motivazione per accadere in quel luogo e in
quel momento. Serena ne era sicura e la vita le aveva sempre dato ragione. Per ogni piccolo avvenimento negativo occorsole aveva sempre
trovato un significato che andasse al di là del semplice “qui ed ora”. A volte ci aveva messo molto tempo, ma la vita non l’aveva
mai delusa. Quando aveva dieci anni si era rotta una gamba cadendo
dall’altalena. Aveva passato tutta l’estate ingessata, sognando il mare, i
bagni, gli amici. Per la prima settimana non era uscita dalla sua stanza, non
aveva fatto altro che piangere stesa sul letto, maledicendo la sfortuna e
rodendosi d’invidia, finché un giorno non aveva deciso di trascrivere tutto ciò
che provava su un foglio bianco. Serena amava pensare che la sua fortunata carriera di
scrittrice fosse cominciata con quel primo racconto infantile. All’età di diciannove anni aveva perso sua madre,
all’improvviso. Lei e suo padre si erano fissati attoniti e sconvolti quando
il medico era entrato nella sala d’attesa scuotendo la testa. Il mondo le era crollato addosso: sua madre era tutto per
lei. Si era sentita morire e per molto tempo si era sentita
tremendamente sola, finché una mattina, preparando il caffè aveva cominciato a
parlare della mamma con suo padre. Ed eccolo il miracolo, la riscoperta di un rapporto che
aveva sempre dato per scontato, la bellezza di vivere assieme a suo padre, un
uomo che forse mai e poi mai avrebbe conosciuto veramente se sua madre fosse
stata ancora viva. E poi veniva l’incendio…la sua prima casa, distrutta da un
cortocircuito. Fortunatamente non c’erano state vittime. Ricordava di aver guardato con occhi sgranati il suo palazzo
essere inghiottito da un mostro ardente e insaziabile e di essere scoppiata in
un pianto dirotto. Una mano si era posata sulla sua spalla e lei, voltandosi,
si era ritrovata a fissare negli occhi un aitante vigile del fuoco che riusciva
a rassicurarla solo con la fermezza del suo sguardo. E ci riusciva ancora, nonostante l’età, quando la stringeva
forte nelle notti d’inverno e la scaldava con il suo corpo. Serena aveva sempre trovato una ragione in ogni cosa che le
era successa…poi era arrivata quella telefonata. Mai trillo del telefono le era sembrato più sgraziato. Aveva ascoltato angosciata la voce sconosciuta che
l’avvisava dell’incidente; poi si era alzata di scatto, aveva svegliato suo
marito e insieme erano corsi all’ospedale. Avevano capito che non c’era più nulla da fare ancor prima
che il medico arrivasse. Marta le era sembrata così piccola e indifesa stesa su quel
letto bianco, immobile e rigida nella sua ultima espressione innocente. “Mi dispiace signora…” il medico aveva cominciato a parlare,
ma la sua mente si era rifiutata di ascoltare…a che serviva sapere la dinamica
dell’incidente, il tipo di lesioni, gli sforzi fatti se mai più avrebbe potuto
ascoltare la voce di sua figlia? Serena era rimasta in silenzio. “Sapevate che vostra figlia era incinta” aveva esclamato
all’improvviso il medico. Era stata come una scossa elettrica per Serena. “Incinta?!” “Sì, al secondo mese. Il feto è in buone condizioni.
Possiamo far portare a termine la gravidanza. Dovreste avvisare il padre” “Mio genero è in Afghanistan” aveva detto suo marito. Il medico aveva fatto un cenno con il capo come se capisse. “Un’altra cosa, so che non cambia niente ma…” una pausa,
forse per trovare il coraggio di vincere un eventuale imbarazzo. “Cosa?!” “Vostra figlia era malata. Aveva un tumore al cervello, non
operabile. Le rimanevano al massimo tre mesi di vita…sarebbe morta comunque, ma
così potrà portare a termine la gravidanza!” Detto questo il medico si era allontanato e Serena aveva
sentito la sua bocca stendersi in sorriso. “Nonna, nonna!” la voce di Giulia la riporta alla realtà. Si passa le dita sulle palpebre e non si stupisce di
trovarle bagnate. “A cosa stavi pensando nonna?!” le domanda, guardandola con
quegli occhi verdi che tanto somigliano a quelli di Marta. Serena sorride e stringe forte sua nipote. “Alla ragione delle cose!”
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| Copyright ©2008 francesca faramondi |
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Comments (2)
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Re: La ragione delle cose |
By Pieira on
31/01/2008 16.29 |
| Bello questo racconto! E poi mi piace il fatto che dona una speranza proprio quando, nelle grosse difficoltà, si è portati a perdere la fiducia nella vita... |
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Re: La ragione delle cose |
By emmaus 2007 on
05/02/2008 12.26 |
| Accidenti che caterva di avversità! Meno male che la vita, a volte, non è così terribile... Comunque, ben scritto, come tuo solito, anche se vorrei tanto leggere qualcosa di più rasserenante... il prossimo? |
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