|
|
 |
|
 |
| |
| | Benvenuti a StoryDrawer.org
|
|
|
| |
Questo sito ospita racconti di scrittori esordienti. Avete un racconto nel cassetto? e perché tutti lo leggano!
Non preoccupatevi, il racconto resterà vostro a tutti gli effetti (cioè, il copyright resta vostro).
Se avete voglia di saperne di piu', date un'occhiata alle FAQ
Nella sezione Chi Siamo troverete qualche informazione su alcuni dei nostri autori, e non dimenticate di visitare i nostri Forum!
|
|
 |
|
 |
| |
 |
|
 |
| |
|
|
| |
Ecco qui quelli tra i nostri autori che "ce l'hanno fatta" :)
Rossano: ha pubblicato un romanzo, che potete trovare qui. Stefy: anche lei ha pubblicato un romanzo. Lo potete acquistare online a questo link. Mimmi: e' autrice di un romanzo, acquistabile online a questo link.Joz: ha pubblicato un libro, che potete trovare a questo link Caterina: ha attiva una collaborazione con la rivista Mantovachiamagarda Emmaus 2007: ha pubblicato "Sette Strane Storie","Semplici, Elevati e Krugher" e "8 racconti".Diego: ha pubblicato una raccolta di racconti, che potete trovare qui. Maria Cristina: ha pubblicato una raccolta di racconti che potete acquistare qui.mattiekian: ha pubblicato un romanzo che potete acquistare qui.
Se anche voi avete pubblicato su carta qualche vostro lavoro e volete essere messi in questa "vetrina" scriveteci nel nostro forum "Non ci crederete ma..."
|
|
 |
|
 |
| |
 |
|
 |
| |
 | | Nontiscordardimè
|
|
|
| |
Location: Blogs I racconti di Mattie |
 |
| Posted by: mattiekian |
15/02/2008 18.12 |
Il rumore dei suoi passi
risuonava cupo lungo la strada semivuota. Il vento le scompigliava i lunghi
capelli castani, malamente tenuti fermi con un fermaglio porpora. Lavinia sospirò: era tornata a
casa! Si fermò all’angolo della strada e
sollevò lo sguardo: maestoso e nobile si ergeva davanti a lei il Colosseo. Il sole stava tramontando
avvolgendolo di meravigliose fiamme. Lo spettacolo le tolse il
respiro. Si sedette, ispirando a pieni
polmoni la storia. Un gruppo di ragazzini passò davanti
a lei correndo, strappandole un mezzo sorriso. Quando aveva lasciato Roma aveva
suppergiù la loro età. Lavinia chiuse gli occhi e le
sembrò di tornare indietro nel tempo, al giorno in cui aveva dovuto lasciare la
sua casa, i suoi amici, la sua città per seguire suo padre. Lavinia storse il naso…se solo
avesse saputo, se solo avesse immaginato… “Io non voglio partire” aveva
piagnucolato quella mattina. “Lavinia è per una giusta casa…lo
sai che sono un ambasciatore, non posso tirarmi indietro…vedrai l’Egitto ti
piacerà!” Ed era vero: l’Egitto le era
piaciuto, enormemente, ma non era la stessa cosa…non aveva sgranato gli occhi
davanti alle sue meraviglie, non le era battuto così forte il cuore da farle
male, non era rimasta incantata da tanta bellezza da mettersi a piangere dalla
gioia… “Roma” sussurrò il nome della sua
città a mezza voce, assaporandolo, gustandolo come il nome di un amore perduto
per troppo tempo e finalmente ritrovato. Si alzò e cominciò a passeggiare
lungo i Fori Imperiali: non c’era più nessuno in giro…solo lei e una splendida
luna vestita di vaporose nubi e spicchi di stelle. Alzò lo sguardo al cielo,
scuotendo il capo amareggiata. Perché la città che tanto amava
si era trasformata in una trappola? Perché non poteva essere semplicemente se
stessa, libera e finalmente felice? Un rumore improvviso la fece
sobbalzare: si nascose tremante dietro al tronco di un grande platano. Era tornata a casa, ma a che
prezzo! Suo padre l’aveva ingannata,
l’aveva costretta a sposarsi con un uomo più grande di lei e che non amava, un
uomo che le avrebbe regalato la città se solo avesse voluto, un uomo dal quale
era fuggita per godersi per l’ultima volta Roma e le sue meraviglie da donna
libera. “Lavinia?!” esclamò una voce
sconosciuta. Si voltò. Davanti a lei c’era un ragazzo
che le sorrideva amorevolmente. Alto, con una zazzera bionda
arruffata e due occhi più azzurri del mare, lo sconosciuto la guardava
dolcemente, la testa leggermente reclinata, lo sguardo socchiuso come se
volesse leggere nella sua anima. “Ci conosciamo?!” domandò
intimorita. Il ragazzo fece segno di sì con
la testa “E’ passato tanto tempo…mia madre
lavorava per tuo padre…sono Massimo” Lavinia sgranò gli occhi,
sorpresa…Massimo…chiuse gli occhi e il volto paffuto di un bambino dall’aria strafottente
si sovrappose a quella dell’uomo che aveva davanti. “Non ti ricordi di me?!” “Certo che mi ricordo…entravi di
nascosto in casa nostra solo per vedermi, per giocare insieme a me…passavamo
delle ore fantastiche insieme, fino al giorno in cui…” Lavinia si bloccò, i rimpianti
persi in un sorriso. “Sai mi sono domandato per anni,
se tuo padre avesse deciso di trasferirsi perché quel giorno ci vide mentre ci
baciavamo!” ricordò Massimo arrossendo. Lavinia aprì bocca per
controbattere, ma nessun suono ne uscì: come poteva negare che il vero motivo
non fosse proprio quello? Suo padre l’aveva ingannata per così tanto tempo… “Quando sei tornata?” “Da pochi giorni” “Resterai?!” Lavinia scosse il capo
tristemente. “Non mi dire che devi già
ripartire, non voglio perderti di nuovo” sospirò Massimo, stringendole la mano. “Sono a Roma solo di passaggio”
mentì, e Massimo sembrò accorgersi della sua bugia. “Perchè non parliamo un po’?”
propose. Lavinia acconsentì. Senza accorgersene erano arrivati
sulle rive del Tevere: si sedettero. Per alcuni istanti rimasero in
silenzio ad osservare il lento scorrere delle acque e l’elegante planare di
alcuni cormorani. “Ti ascolto!” Due semplici parole e Lavinia
crollò…in un attimo tutta la sua vita sembrò assumere un significato diverso,
come se avesse aspettato e vissuti tutti i giorni solo per arrivare a questo
momento. E fu così facile raccontare
tutto: gli inganni, i tradimenti, il matrimonio, la sua vita infelice che si
trascinava stancamente giorno dopo giorno, la sua Roma che era diventata il suo
carcere e la sua carceriera… “Da quanto tempo sei tornata,
veramente?” “Da alcuni mesi, ma è come se
oggi fosse il primo giorno” “Che vuoi dire?!” “Oggi ho riscoperto la vera anima
di Roma…con te seduta su queste rive, mentre osservavo i raggi filtrare tra le
fessure del Colosseo tingendolo d’oro, mentre seguivo il volo di alcune colombe
che si fermavano stanche sulla cime delle bianche colonne del Foro…in questi
momenti Roma si è rivelata in tutta la sua grandezza e spettacolarità…sono
tornata a vederla con gli occhi innamorati e meravigliati della bambina che ero
e che credevo perduta per sempre!” ammise con le lacrime agli occhi. “Potrebbe essere così ogni
giorno, basta volerlo!” Lavinia scosse il capo. “Non è così facile, tu non sai
tutto, ma in fondo va bene così…ricorderò questo giorno per sempre…spero solo
che mio figlio possa vedere almeno una volta Roma con gli stessi occhi con la
quale oggi l’ho vista io” disse, accarezzandosi il ventre. Massimo si morse il labbro, ma
non disse nulla. “Ora devo andare, mi staranno
cercando” disse Lavinia, alzandosi in piedi. “Ma se sei così infelice perché
torni nella tua prigione?! Ora sei libera approfittane…vieni via con me e
quella Roma che mi hai descritto sarà per sempre tua!” Lavinia sorrise. “Come sarebbe bello vivere una
vita semplice come quella che tu mi proponi, ma non è possibile!” “Perché?!” gridò Massimo,
serrando i pugni. “E’ troppo complicato…mi
dispiace! Addio” lo salutò Lavinia, baciandolo all’angolo delle labbra. Massimo la osservò risalire
lentamente verso la strada…sembrava così piccola e indifesa… “Lavinia! Aspetta, Lavinia!” Massimo le afferrò il braccio e
la costrinse a voltarsi. “Non scappare, aspetta. Volevo
darti una cosa!” disse, adagiandole tra le mani un piccolo fiore blu dai
riflessi viola, con un minuscolo occhio giallo dalle striature nere al centro. “Ti dono la parvenza di questo
piccolo fiore: così tenero e forte, modesto eppur meraviglioso, delicato ma
invincibile; l’unico fiore puro e intrigante che può indicare un desiderio
d’amore o un comando, un sogno o un patto e che porta allegato al suo nome uno
splendido messaggio: nontiscordardimè.” Lavinia lo guardò a lungo, gli
occhi velati da lacrime che si affacciavano prepotenti alle ciglia, ma non
osavano cadere…avrebbe voluto gettargli le braccia al collo, baciarlo come quel
giorno sepolto ormai dal passato, ma rimase immobile e lo ringraziò con un
sorriso. Massimo si avvicinò e le posò una
mano sulla spalla. Voleva dirle tante cose, avrebbe voluto che rimanesse con
lui per sempre, ma in quel momento una carrozza si fermò davanti a loro. Ne scesero due uomini dall’aria
severa. “L’abbiamo cercata tutto il
giorno!” gridò quello più alto. “L’imperatore è preoccupato”
aggiunse l’altro. Massimo guardò Lavinia con occhi
diversi: ecco dove l’aveva già vista…quel giorno al Colosseo, quando
distrattamente aveva distolto lo sguardo dall’arena e dai combattimenti tra
gladiatori e aveva guardato verso l’alto…allora era lei che se ne stava intimidita,
seduta accanto all’imperatore, la testa china, lo sguardo fisso nel vuoto come se
si trovasse lontana mille miglia. “Tu sei…” Non aggiunse nient’altro: ora
capiva tante cose. Si allontanò mestamente, ma stavolta fu Lavinia a
raggiungerlo. “Grazie, di tutto. Vorrei poter
rivivere questa giornata in eterno…mio marito potrà anche regalarmi l’impero,
ma tu stasera mi hai donato la vera anima e il vero cuore di questa città!” Detto questo, tornò sui suoi
passi e salì sulla carrozza. Era di nuovo sola, rinchiusa
nella sua prigione dorata. Aprì le mani e guardò il piccolo
fiore azzurro. Una lacrima furtiva scivolò lungo
la sua guancia e cadde bagnando i piccoli petali come la più delicata delle
gocce di rugiada. Nontiscordardimè Massimo. Nontiscordardimè Roma.
|
| Copyright ©2008 francesca faramondi |
| Permalink |
Trackback |
Comments (2)
Add Comment
|
Re: Nontiscordardimè |
By emmaus 2007 on
16/02/2008 12.48 |
| Bello! Solo alla fine mi sono reso conto che era ambientato nell'antica Roma. Ben scritto. Brava Francesca! |
|
|
Re: Nontiscordardimè |
By wildant on
17/02/2008 1.23 |
un pò inverosimile l'incontro casuale proprio con il vecchio amore di gioventù in quell'unico momento di fuga ma in fondo il mondo è piccolo. originale l'ambientazione. brava.
|
|
|
|
 |
|
 |
| |
|
 |
|
 |
| |
| | I cassetti dei nostri Autori
|
|
|
| |
| |