IL GIOCO
Il tintinnio dei
bicchieri si confonde con il filo di musica che mi avvolge.
Sola, al tavolo,
guardo la sala riflessa nel bicchiere.
Il nostro strano
gioco.
Il nostro bellissimo
gioco.
“Tu ti siedi da
sola, io in un altro tavolo. Facciamo finta di non conoscerci……ci conosceremo
li…….”
Non guardo dalla
tua parte. Io sono sola.
Un cameriere si
accosta “Signora, dello champagne offerto dal signore li in fondo…..”
Guardo. Non sei tu
che lo offri. Beh…ho fatto colpo!
Ringrazio con un
cenno del capo. Ed un sorriso.
Sento una presenza
dietro me. Sei tu. “Vuole ballare signora?” “Grazie, si. Mi fa piacere!”
Balliamo.
La tua mano sui
miei reni. Tocca la seta del vestito. Nessun movimento. Ma diventa calda.
“Lei è bella”
Perfetto. Assolutamente.
Non un “Lei è
bella stasera.” O un “Lei è più bella del solito.” Il gioco cadrebbe.
Lascerebbero
sottintendere una vaga conoscenza precedente.
No, solo “Lei è
bella.” Punto.
Perfetto.
La tua mano è
calda. Si poggia nell’incavo della mia schiena. Non si muove.
La musica finisce.
“Grazie per il
ballo signora” “ Grazie a lei”
Torno al mio
tavolo.
Il signore dello
champagne mi fissa.
Mi sento a
disagio.
Esco sul terrazzo.
Aria dolce e calda. Sereno in cielo. Splendida notte.
Un po più in la
una coppia si bacia. Sono assolutamente soli nella notte. Isolati nel loro
bozzolo speciale.
Mi chino sulla
ringhiera.
“Ora arriverai” io
penso.
Ho un brivido
lungo la schiena. Sorrido.
La notte è calda. Io
sono stanca.
Sorrido ai miei
sogni.
Rientro. Pago. Me
ne vado
Non c’è alcun
gioco. Non c’è mai stato.
δέδυκε μὲν ἀ
σελάννα
καὶ Πλείαδες· μέσαι δὲ
νύκτες παρὰ δ' ἔρχετ' ὤρα
ἔγω
δὲ
μόνα καθεύδω.