Register  |  Login

Friday, Nov. 21 09:54

 
 

 
 
 
 
 
Login
 
     
 
 
News e Comunicazioni
 
   
 
 
 
QuattroChiacchiere
 
   

 
 

Tuttogratis


 
Minimize ANNUNCIO IMPORTANTE
 
   


Questo sito si è trasferito su
www.storydrawer.org


 
 
Logo_Story_Drawer 2.bmp



 
Benvenuti a StoryDrawer.org
 
   

21582989.thm.jpg

Questo sito ospita racconti di scrittori esordienti. Avete un racconto nel cassetto? Registratevi e pubblicatelo perché tutti lo leggano!

Non preoccupatevi, il racconto resterà vostro a tutti gli effetti (cioè, il copyright resta vostro).

Se avete voglia di saperne di piu', date un'occhiata alle FAQ

Nella sezione Chi Siamo troverete qualche informazione su alcuni dei nostri autori, e non dimenticate di visitare i nostri Forum!
 
 
 
Fuori dal cassetto!
 
   

Ecco qui quelli tra i nostri autori che "ce l'hanno fatta" :)


Rossano: ha pubblicato un romanzo, che potete trovare qui.
Stefy: anche lei ha pubblicato un romanzo. Lo potete acquistare online a questo link.
Mimmi: e' autrice di un romanzo, acquistabile online a questo link.
Joz: ha pubblicato un libro, che potete trovare a questo link
Caterina: ha attiva una collaborazione con la rivista Mantovachiamagarda
Emmaus 2007: ha pubblicato "Sette Strane Storie","Semplici, Elevati e Krugher" e "8 racconti".
Diego: ha pubblicato una raccolta di racconti, che potete trovare qui.
Maria Cristina: ha pubblicato una raccolta di racconti che potete acquistare qui.
mattiekian: ha pubblicato un romanzo che potete acquistare qui.

Se anche voi avete pubblicato su carta qualche vostro lavoro e volete essere messi in questa "vetrina" scriveteci nel nostro forum "Non ci crederete ma..."
 
 
 
MinimizeASFALTO
 
   
Location: BlogsStefy    
Posted by: Stefy 11/04/2007 16.20

Scendo dall’autobus spinta da un signore anziano e calvo, che mi respira sul collo. Apro l’ombrello, cercando di evitare la folla di stranieri che si accalca trepidante alla fermata. Ho caldo chiusa nel piumino d’oca: pioviggina, l’aria umida si attacca ai vestiti e ai capelli. Il pacco regalo per Federico mi ingombra e rallenta i movimenti. Attraverso la strada, nel mare di facce e cappotti e foulard e ombrelli, incerta sui tacchi alti. Schivo le pozzanghere, ma piccoli spruzzi di acqua e fango mi finiscono ugualmente sui pantaloni nuovi.

E’ un giorno speciale, è il nostro anniversario, anche se ormai sono già quattro anni che sto con Federico. Incredibile come passa il tempo, una sera abbracci per caso un estraneo e te lo ritrovi compagno fedele per un buon tratto di vita. Sorrido e penso alla faccia che farà quando gli darò il regalo e non mi accorgo di un taxi che mi sfiora a pochi centimetri a velocità pazzesca, quasi a voler salire sul marciapiede. Mi scanso distratta e neppure arrabbiata, mi rendo conto di quello che è successo in ritardo, non faccio in tempo a protestare. Stringo il pacco sotto il piumino, mezzo umido e stropicciato.

Comincia a piovere più forte, gocce pesanti e improvvise cadono sull’ombrello, mi scivolano di lato, mi carezzano il corpo, e finiscono a terra, piccoli frammenti di atomi cristallini. L’acqua irriga l’asfalto, scorre violenta giù dai palazzi sul cemento grezzo penetrandone orifizi nascosti e infiltrandosi tra zoccoli e battiscopa. Affretto l’andatura, salto una buca, evito un pezzo di strada dissestata appena in tempo per non cadere. Federico mi aspetta al bar del centro, solito cappuccino pomeridiano dopo il lavoro, mezz’ora di chiacchiere chiusi al caldo a guardare la gente nella strada che si affatica verso casa. Devio per un viottolo meno trafficato, avvolta da grigio e acqua. Una zingara mi si avvicina, appesantita da coltri e stracci.

“Signorina come sei bella” mormora sopra i rumori del traffico e dei clacson. Mi viene dietro con la mano tesa, mi fissa, occhi piccoli e sospettosi, ammaliatrice imperfetta di anime vagabonde. Faccio finta di non vederla e tiro dritta, seria, raggomitolata nei pensieri. Mi segue per un po’ e continua a cantilenarmi dietro, poi si arrende e se ne va. Raggiungo il bar, Federico è immobile sotto la tettoia.

“Ciao” gli dico, posando l’ombrello sul gradino di marmo.

“Ciao” mi saluta, serio e trasandato.

Tiro fuori il pacco, è fradicio.

“Auguri” gli dico sorridendo.

Guarda il regalo per un attimo ma non lo prende:

“Non dovevi, Laura. Lo sai che non mi piacciono queste cose”

“Ma per una volta”.

E’ serio, non vuole il regalo.

“E’ per te”, lo sprono, confusa e accaldata. Mi slaccio il piumino e mi tolgo la sciarpa. Lui resta in silenzio a fissare la strada, piccoli mattoni squadrati e scuri, irregolari nella loro disposizione. Resto ferma accanto a lui, appesantita dal cappotto, dai guanti, dal pacco spiegazzato e tutto bagnato, dolorante nei piedi stanchi e gonfi.

“Entriamo?” gli chiedo, ma Federico non riesce a distogliere lo sguardo dall’asfalto. Poi mi fissa e ha questi occhi acquosi e strani che non mi sembrano neanche i suoi, pieni di nuvole e astrazioni e pensieri.

“Io non so come deve finire”

“Cosa?” domando, sorpresa.

“Questa storia”

“Quale storia?”

“La nostra. Io e te. Non sono sicuro”

Resto muta, e credo di aver capito male e tutta questa roba in mano mi dà fastidio e la voglio posare e voglio entrare a sedermi perché i tacchi alti mi fanno male e li ho messi solo perché oggi è un giorno speciale e dovevo essere bella per lui.

“Ma che stai dicendo?” riesco a dire con un filo di voce, ma mi viene fuori un tono così alto e stridulo che una signora grassa si volta a guardarmi.

“Non gridare” mi rimprovera lui, tirando un calcio a un ciottolo bagnato. Ora diluvia e la tettoia non ci ripara. Ci guardiamo e Federico ha un’espressione che non conosco e una voce e una faccia che non è la sua.

“Parliamo dentro ok?” lo imploro.

“No, vado via, scusami”

“Vai via dove?”

“Ti telefono, chiariamo con calma, ora ho fretta”.

E’ già sulla strada, balza con un salto giù dal marciapiede e senza ombrello se ne va, e mi dice con gli occhi “scusa non volevo, ora non lo so, non ho voglia, sono confuso, ti prego perdonami, ma non posso, non saprei che dire e non ho nulla da dire”. Voglio muovermi e fermarlo, tirarlo per il soprabito scuro che gli ho regalato per Natale e chiedergli i perché e i per come, ma non ce la faccio, scendo i gradini e resto ferma, immobile in mezzo alla strada, i piedi sommersi da chilometri di pioggia e acqua, ancorati e saldi a terra. Vorrei gridare, ma la voce mi muore in gola. E non importa se mi bagno e piove e tira vento e di colpo fa freddo e dovrei rimettermi la sciarpa. Non importa se il regalo mi scivola dalle dita,  non importa se mi spingono e mi urtano e inciampo e cado. Non importa se ho le mani sporche di fango e acqua e se le ginocchia mi premono ferite sull’asfalto. Un vigile mi rimette in piedi, mi aiuta a raccattare le mie cose, mi apre l’ombrello:

“Tutto bene signorina?”.

Lo guardo e non lo vedo, è davanti a me, chiuso nel paltò blu scuro e gli stivali, il casco di servizio. Ha quest’aria interrogativa e mi fissa, allora annuisco e dico:

“Si, tutto a posto, grazie”.

Torno indietro, traballo un po’ sui tacchi, tiro su il cappuccio e cammino, passo dopo passo. Il cielo ora è quasi sgombro, piove poco e l’asfalto lentamente si asciuga.

Permalink |  Trackback

Comments (4)   Add Comment
Re: ASFALTO    By fabio on 12/04/2007 11.36
Grazie Stefy, è stato molto bello leggere questo racconto. Quello che doveva essere un momento di gioia per la ragazza, si è trasformato poi in puro incubo! La fine, con lo sparire della pioggia... ci regala un pochino di ottimismo. ^_^

Re: ASFALTO    By Andrea on 12/04/2007 15.29
Ciao Stefy, come sempre dopo i tuoi racconti, resto senza parole... grazie per avercelo fatto leggere.

Re: ASFALTO    By nihil on 30/04/2007 10.04
complimenti, la protagonista sta su una nuvoletta rosa ed all'improvviso viene giù, insieme alla pioggia, finisce a terra nel fango. Si risolleva però, all'incontrario della pioggia e va incontro a un altro giorno, magari di pioggia, magari di sole. N.

Re: ASFALTO    By marilety on 30/09/2007 20.02
è semplice nelle sue descrizioni ma estremamente imprimente


Your name:
Title:
Comment:
Add Comment   Cancel 
 
 
Per domande, commenti e suggerimenti, contattateci!Bustina.bmp
 
Apri un Racconto
 
   
Non sapete da dove cominciare? Nessun problema: cliccate il bottone qui sotto, e si aprirà per voi un racconto scelto a caso tra quelli presenti sul sito:

 
 
 
I cassetti dei nostri Autori